Il ristorante

nonna betta – cucina kosher chiude dal tramonto del venerdì al tramonto del sabato come vuole la regola ebraica. dopo il tramonto del sabato riprendono le attività. è un vero ristorante giudaico romanesco perché sono un ebreo romano da generazioni (forse il bimbetto che si rotola in terra sotto una colonna sono io) e nonna betta era veramente mia nonna.
tutto viene preparato al momento con ingredienti di stagione ed è soprattutto il pesce fresco a farla da padrone insieme alle fritture ormai famose per la loro leggerezza (a parte la frequenza con cui lo cambiamo, l’olio viene usato per cuocere soltanto le verdure fresche e i filetti di baccalà, mai per i surgelati che non ci sono proprio).
oltre ai piatti di tradizione eseguiti secondo gli insegnamenti di nonna betta (carciofi, pezzetti fritti, filetti di baccalà, fiori di zucca, aliciotti con l’indivia, baccalà a cipolla e pomodoro, tagliolini cicoria e bottarga), il ristorante offre anche alcune specialità mediorientali come il falafel, il couscous o gli straccetti di tonno con tehina.
nelle preparazioni della cucina kosher la carne e i derivati del latte non si possono mescolare perché un versetto della torà dice “non cucinerai il vitello nel latte di sua madre”, quindi nonna Betta è “chalavì”, cioè solo preparazioni a base di verdure, o latte e formaggi, a cui è consentito associare piatti di pesce. in questo modo possiamo fare i dolci buoni che, come il pane e la pasta, sono fatti in casa.
il posto è accogliente e piacevole, alle pareti ci sono delle grandi riproduzioni con le immagini del ghetto prima delle demolizioni di fine ottocento (si possono vedere nella sezione “galleria”). qui, in una bella atmosfera di serenità e armonia, potete rivivere le storie del ghetto e trovare risposta alle domande “che non avete mai osato chiedere” sulla cultura, la religione ebraica o sulla bimillenaria presenza degli ebrei a roma.

