potrebbe ricordarmi l’orgine del termine macòmme? grazie
Comment by matteo canale — November 30th, 2010 @ 07:40
makòm significa luogo. nell’ebraismo rappresenta uno dei nomi di dio che si trova in ogni luogo e quindi è il luogo per eccellenza. si dice che non è il mondo il luogo di dio ma che dio è il luogo del mondo, anche in virtù di una visione kabalistica secondo cui all’origine della creazione del mondo c’è lo zim zum, un ritirarsi di dio per fare spazio alla creazione e renderla possibile. nella torà i riferimenti al termine makòm hanno a che fare con la rivelazione di dio, come per giacobbe che, al risveglio dal sonno della scala con gli angeli che salivano e sendevano, esclama “in questo luogo c’era dio e io non lo sapevo”.
stranamente un termine così solenne in giudaico romanesco è diventato sinonimo di luogo appartato, riservato e per estensione il luogo nascosto alla vista dove ci si occupa delle proprie funzioni corporali. il detto più famoso è quello che riguarda la festa di purim – in cui si ricorda il fallito tentativo di annientamento fisico da parte dei persiani del re assuero e del suo ministro aman – caratterizzata tra l’altro dall’obbligo di fare un banchetto, di mangiare e bere. la conseguenza di un tale ingestione di cibo faceva dire agli ebrei romani “rallegrate macòmme che ecco purimme”.
potrebbe ricordarmi l’orgine del termine macòmme? grazie
Comment by matteo canale — November 30th, 2010 @ 07:40
makòm significa luogo. nell’ebraismo rappresenta uno dei nomi di dio che si trova in ogni luogo e quindi è il luogo per eccellenza. si dice che non è il mondo il luogo di dio ma che dio è il luogo del mondo, anche in virtù di una visione kabalistica secondo cui all’origine della creazione del mondo c’è lo zim zum, un ritirarsi di dio per fare spazio alla creazione e renderla possibile. nella torà i riferimenti al termine makòm hanno a che fare con la rivelazione di dio, come per giacobbe che, al risveglio dal sonno della scala con gli angeli che salivano e sendevano, esclama “in questo luogo c’era dio e io non lo sapevo”.
stranamente un termine così solenne in giudaico romanesco è diventato sinonimo di luogo appartato, riservato e per estensione il luogo nascosto alla vista dove ci si occupa delle proprie funzioni corporali. il detto più famoso è quello che riguarda la festa di purim – in cui si ricorda il fallito tentativo di annientamento fisico da parte dei persiani del re assuero e del suo ministro aman – caratterizzata tra l’altro dall’obbligo di fare un banchetto, di mangiare e bere. la conseguenza di un tale ingestione di cibo faceva dire agli ebrei romani “rallegrate macòmme che ecco purimme”.
Comment by UP — December 20th, 2010 @ 08:55