I giorni scorsi ero a Roma per lavoro, abito a Cagliari. E siccome il mio albergo è proprio di fronte all’ingresso del Ghetto, ho deciso di concedermi la prima cena kosher della mia vita. Premetto: sono molto goloso, curioso, ma anche attento a quello che mangio, bevo e che compro per cucinare. E così mercoledì sera ho attraversato la strada e sono entrato, per la prima volta nel quartiere ebraico. E vi ho subito percepito un’atmosfera molto bella. Tranquilla. Come passeggiare nelle vie popolate dai vicini di sempre del quartiere dove si abita da bambini. Non sono tanti i posti dove ho avuto questa piacevole sensazione. E così ho curiosato. In realtà avevo una meta, anzi una doppia meta: una pasticceria dove acquistare la più buona torta con le visciole di tutto il pianeta, che avrei dovuto portare ai miei colleghi di lavoro, e un ristorante dove andare a mangiare, trovato su internet. Entrambi in via Portico d’Ottavia. Purtroppo la torta era finita e un po’ a malincuore ma affamato, mi metto alla ricerca del ristorante che trovo a pochi passi. Inizio la lettura del menù affisso fuori: animelle, carciofi, trippe….che meraviglia! Ma con la coda dell’occhio vedo che a qualche metro più in la c’è un’altra trattoria e così mi avvicino. Nonna Betta cucina kosher. Sulla porta d’ingresso le recensioni di importanti giornali e riviste internazionali. Menù più semplice dell’altro ristorante e prezzi appena più contenuti. Sbircio all’interno e il locale è piccolo e accogliente. Accogliente come il proprietario e i ragazzi di sala. Passo al menù e scelgo tagliolini cacio pepe e cicoria, baccalà al forno con patate e torta. Accompagno il tutto con un buon merlot appena stappato. Iniziamo dai tagliolini: la pasta, nemmeno a dirlo, è fatta in casa (come il pane). Non so come dirvelo, sono veramente divini e, cosa non trascurabile, in ottima quantità per un affamato come me. La mantecatura è perfetta e tutto sa di fresco e leggero. I sapori sono calibrati alla perfezione, nulla si impone. Passo al baccalà e anche qui buono, nulla da ridire. Mi concedo un piccolo riposino, giusto per finirmi il bicchiere di rosso. E arriviamo al dolce. Avrei puntato sulla torta con i pistacchi. Ma il simpatico cameriere, dispiaciuto, mi dice che è terminata e rilancia su quella ricotta e visciole. E per questo lo ringrazierò vita natural durante! Pensavo di accompagnare la torta con una grappa, ma anche questa era terminata…e qui la cortesia di Umberto Pavoncello (è lui? Spero di non aver sbagliato) si è subito fatta sentire, offrendomi un buon moscato profumatissimo e fresco al punto giusto. E arriva la fetta di torta. Affondo la forchetta, porto alla bocca e…il Paradiso!! Giuro, mai assaggiato nulla di più buono. Appena tiepida, tanto da far sviluppare ulteriormente i profumi di questo dolce perfetto. Tanto che mi è venuto spontaneo, cosa che non faccio mai, di girarmi verso Umberto e fargli i complimenti per questo gioiello. Ogni boccone è stato meraviglioso, speravo non finisse mai. Terminata la cena, mi sono complimentato perché veramente è stata una scoperta splendida. E Umberto ha contraccambiato offerendomi l tessera di Nipote onorario di Nonna Betta! Un onore.
Inutile dirvi che anche il giorno successivo, per la seconda e ultima cena di questa trasferta romana, ho cenato da Nonna Betta, salutato, all’ingresso, da un sorridente e cortesissimo Umberto. E questa volta ho ssaggiato il croccante carciofo alla giudia, bello e ottimo come i falafel, leggeri come mai li ho mangiati. E poi una terrina di zuppa con ceci e baccalà ottima e sostanziosa per contrastare i primi freddi di novembre. E ancora la torta di ricotta, ma questa volta nella variante alla cioccolata. Con tutto il rispetto: Divina.
Sono rientrato a Cagliari ma non vedo l’ora che arrivi dicembre per fare ritorno nella Capitale e soprattutto da Nonna Betta.
Andateci.
Oggi per motivi di lavoro mi trovavo all’ospedale sull’isola tiberina…. e accompagnata da mio marito, ci siamo fatti un bel giro al ghetto, sempre sentito nominare e mai visitato..poi è sopraggiunta la fame, ma non sapendo dove andare e chi scegliere,abbiamo chiesto consiglio a due simpatici vecchietti, i quali gentilmente ci hanno indicato il loro ristorante ebraico di fiducia dicendoci che potevamo andare a nome di “zio Mario” da NONNA BETTA ………dall’aria famigliare e antica ci siamo immersi in un pranzetto con i fiocchi…abbiamo ascoltato i consigli del ristoratore sulla scelta di piatti ebraici tipici e che dire???? che sarà difficile è dimenticarli , oltre al carciofo alla giudei abbiamo assaggito i tagliolini cacio pepe e cicoria strepitosi e poi aliciotte ed indivia e straccetti di tonno con carciofi e per finire un assaggio di dolci a base di ricotta…… a pensare che eavamo entrati solo per mangiare un antipasto ed un secondo !!! se andate a roma visitate il ghetto ma soprattutto andate da NONNA BETTA e resterete affascinati, vorrei tornarci con mio figlio, ma quando rinfresca un po’!!! Grazie ai ristoratori , alla loro simpatia e cordialità ho trascorso una giornata fantastica con mio marito !! A presto Laura
Comment by LAURA viterbo — June 28th, 2011 @ 18:25
I giorni scorsi ero a Roma per lavoro, abito a Cagliari. E siccome il mio albergo è proprio di fronte all’ingresso del Ghetto, ho deciso di concedermi la prima cena kosher della mia vita. Premetto: sono molto goloso, curioso, ma anche attento a quello che mangio, bevo e che compro per cucinare. E così mercoledì sera ho attraversato la strada e sono entrato, per la prima volta nel quartiere ebraico. E vi ho subito percepito un’atmosfera molto bella. Tranquilla. Come passeggiare nelle vie popolate dai vicini di sempre del quartiere dove si abita da bambini. Non sono tanti i posti dove ho avuto questa piacevole sensazione. E così ho curiosato. In realtà avevo una meta, anzi una doppia meta: una pasticceria dove acquistare la più buona torta con le visciole di tutto il pianeta, che avrei dovuto portare ai miei colleghi di lavoro, e un ristorante dove andare a mangiare, trovato su internet. Entrambi in via Portico d’Ottavia. Purtroppo la torta era finita e un po’ a malincuore ma affamato, mi metto alla ricerca del ristorante che trovo a pochi passi. Inizio la lettura del menù affisso fuori: animelle, carciofi, trippe….che meraviglia! Ma con la coda dell’occhio vedo che a qualche metro più in la c’è un’altra trattoria e così mi avvicino. Nonna Betta cucina kosher. Sulla porta d’ingresso le recensioni di importanti giornali e riviste internazionali. Menù più semplice dell’altro ristorante e prezzi appena più contenuti. Sbircio all’interno e il locale è piccolo e accogliente. Accogliente come il proprietario e i ragazzi di sala. Passo al menù e scelgo tagliolini cacio pepe e cicoria, baccalà al forno con patate e torta. Accompagno il tutto con un buon merlot appena stappato. Iniziamo dai tagliolini: la pasta, nemmeno a dirlo, è fatta in casa (come il pane). Non so come dirvelo, sono veramente divini e, cosa non trascurabile, in ottima quantità per un affamato come me. La mantecatura è perfetta e tutto sa di fresco e leggero. I sapori sono calibrati alla perfezione, nulla si impone. Passo al baccalà e anche qui buono, nulla da ridire. Mi concedo un piccolo riposino, giusto per finirmi il bicchiere di rosso. E arriviamo al dolce. Avrei puntato sulla torta con i pistacchi. Ma il simpatico cameriere, dispiaciuto, mi dice che è terminata e rilancia su quella ricotta e visciole. E per questo lo ringrazierò vita natural durante! Pensavo di accompagnare la torta con una grappa, ma anche questa era terminata…e qui la cortesia di Umberto Pavoncello (è lui? Spero di non aver sbagliato) si è subito fatta sentire, offrendomi un buon moscato profumatissimo e fresco al punto giusto. E arriva la fetta di torta. Affondo la forchetta, porto alla bocca e…il Paradiso!! Giuro, mai assaggiato nulla di più buono. Appena tiepida, tanto da far sviluppare ulteriormente i profumi di questo dolce perfetto. Tanto che mi è venuto spontaneo, cosa che non faccio mai, di girarmi verso Umberto e fargli i complimenti per questo gioiello. Ogni boccone è stato meraviglioso, speravo non finisse mai. Terminata la cena, mi sono complimentato perché veramente è stata una scoperta splendida. E Umberto ha contraccambiato offerendomi l tessera di Nipote onorario di Nonna Betta! Un onore.
Inutile dirvi che anche il giorno successivo, per la seconda e ultima cena di questa trasferta romana, ho cenato da Nonna Betta, salutato, all’ingresso, da un sorridente e cortesissimo Umberto. E questa volta ho ssaggiato il croccante carciofo alla giudia, bello e ottimo come i falafel, leggeri come mai li ho mangiati. E poi una terrina di zuppa con ceci e baccalà ottima e sostanziosa per contrastare i primi freddi di novembre. E ancora la torta di ricotta, ma questa volta nella variante alla cioccolata. Con tutto il rispetto: Divina.
Sono rientrato a Cagliari ma non vedo l’ora che arrivi dicembre per fare ritorno nella Capitale e soprattutto da Nonna Betta.
Andateci.
Comment by Giuseppe — November 13th, 2010 @ 19:43
Oggi per motivi di lavoro mi trovavo all’ospedale sull’isola tiberina…. e accompagnata da mio marito, ci siamo fatti un bel giro al ghetto, sempre sentito nominare e mai visitato..poi è sopraggiunta la fame, ma non sapendo dove andare e chi scegliere,abbiamo chiesto consiglio a due simpatici vecchietti, i quali gentilmente ci hanno indicato il loro ristorante ebraico di fiducia dicendoci che potevamo andare a nome di “zio Mario” da NONNA BETTA ………dall’aria famigliare e antica ci siamo immersi in un pranzetto con i fiocchi…abbiamo ascoltato i consigli del ristoratore sulla scelta di piatti ebraici tipici e che dire???? che sarà difficile è dimenticarli , oltre al carciofo alla giudei abbiamo assaggito i tagliolini cacio pepe e cicoria strepitosi e poi aliciotte ed indivia e straccetti di tonno con carciofi e per finire un assaggio di dolci a base di ricotta…… a pensare che eavamo entrati solo per mangiare un antipasto ed un secondo !!! se andate a roma visitate il ghetto ma soprattutto andate da NONNA BETTA e resterete affascinati, vorrei tornarci con mio figlio, ma quando rinfresca un po’!!! Grazie ai ristoratori , alla loro simpatia e cordialità ho trascorso una giornata fantastica con mio marito !! A presto Laura
Comment by LAURA viterbo — June 28th, 2011 @ 18:25