carciofo alla giudia: una passione senza età

una signora centenaria mi ha telefonato per ringraziarmi. mi ha detto che prima di morire desiderava tanto mangiare un buon carciofo alla giudia. i suoi nipoti sono venuti a mangiare al ristorante, da nonna betta – cucina kosher (forse dopo l’articolo del nyt) e ne hanno preso uno per l’attempata signora che stava a casa. il giorno dopo la nonnina meravigliosa mi ha chiamato per dirmi che il carciofo era buonissimo e che sentiva il bisogno di ringraziare chi le aveva permesso di godere di quella bontà. ero senza parole, la sua lucidità era impressionante. le ho detto che se viene a trovarmi il carciofo alla giudia lo mangia bello caldo e croccante appena fatto, e che glielo offro io e che le offro anche tutto il pranzo: non capita mica tuti i giorni di imbattersi in tanta saggezza, nobiltà d’animo, educazione e dolcezza. sarà, ma ho un debole per le nonne mature.
il bello di mangiare kosher

molto simpatico, sorridente, cordiale: è sempre così? sarà l’effetto del carciofo o l’effetto del tiro che di lì a poco avrebbe fatto vincere il campionato all’inter? poco importa, il bello del carciofo alla giudia è lui, fabrizio bentivoglio, fino ad ora. perché fino ad ora nonna betta ha ospitato jerry calà e vince bentivoglio, lino banfi e vince bentivoglio, ricky gianco e vince bentivoglio, il presidente del chievo luigi campedelli e vince bentivoglio, massimo lopez e vince bentivoglio, il vice presidente del senato vannino chiti e vince bentivoglio, jasmine trinca e… non lo so… (secondo me meglio jasmine) e fabrizio gifuni che è l’unico che mi sembra possa competere. bentivoglio è venuto a vivere dalle parti del ghetto di roma con sua moglie – simpatica e bella – e i due bambini. spero di rivederli presto a ristorarsi al restaurant.
il ghetto di roma nel diario di due visitatori

roma. nel ghetto di roma, accanto all’isola tiberina, sotto lo sguardo del portico d’ottavia e del teatro di marcello, con gli echi della bellezza di sinagoghe e palazzi nobiliari, chiese e fontane – su tutte il piccolo gioiello della fontana delle tartarughe – la storia si rovescia con prepotenza sui visitatori. questo tuffo nel passato si trasforma fatalmente in nostalgia del tempo che fu e questo, a sua volta, si trasforma in un languorino, un vago ma deciso desiderio di assaporare i profumi e la consistenza dei piatti di una volta. spesso, i visitatori, soddisfano questa nobile aspirazione da nonna betta e lo raccontano nei loro diari. come hanno fatto wolfweave e aliza
restaurant: il new york times parla giudaico romanesco

giovedi 7 maggio il nyt ha pubblicato un articolo sui carciofi nella capitale in cui raccomanda cinque locali per chi vuole andare a colpo sicuro. nell’elenco, il primo di questi cinque locali a roma è nonna betta – cucina kosher, nel ghetto di roma. secondo l’autorevole testata, in questo mitico luogo dell’anima, la ricetta del carciofo alla giudia, the jewish artichokes, raggiunge la sua massima espressione. in qualche modo anche questa e’ una soddisfazione alimentare! mangiare kosher a roma diventa sempre più facile, per mangiare bene kosher a roma, giocoforza, la cosa è inversamente proporzionale. l’articolo del nyt e’ stato ripreso anche dal corriere della sera.

